"> CONOSCIAMO FLAVIO PETRICCA | Interior designer | Una designer per tutti

CONOSCIAMO FLAVIO PETRICCA

CONOSCIAMO FLAVIO PETRICCA

CONOSCIAMO FLAVIO PETRICCA

2 Lug 2020 - eventi luoghi persone

Chi l’ha detto che un’opera d’arte non possa essere alla portata di tutti?

Una creazione artistica, un quadro, una scultura o un oggetto di design, possono essere inseriti in un appartamento o in un ufficio, impreziosire lo spazio e non per questo costare una fortuna.

Lo sa bene Flavio T. Petricca, artista romano, classe 1985, che ha fatto della sua ricerca artistica un lavoro sin dall’età di 18 anni e dell’accessibilità la sua battaglia. Intervistato da Greta Zuccali, curatrice esperta di arte contemporanea italiana e direttrice dello spazio espositivo HUB/ART di Milano, Flavio ci racconta che cosa vuol dire essere artista oggi, mantenendo l’equilibrio tra qualità e accessibilità.

Accessibilità in termini di prezzo, ovviamente, ma anche in termini di comprensibilità del suo lavoro.

“Ortensia”

GZ: Ci spieghi come nascono le tue opere?

Le mie opere arrivano da molto lontano, da bambino, quando mi orientavo guardando alla collezione di famiglia. Sensibilizzato da mia nonna paterna a muovere i primi studi verso la pittura e da un senso di bellezza tendente sicuramente al barocco, dove forme, luci e colori si ricollegano ad un’evocazione dell’arte antica. Questo iter ha segnato e caratterizzato la mia ricerca, insieme alla propensione verso la matericità e alla componente tattile delle opere.

Il mio è un senso dell’arte ben delineato nel figurativo, in forme facilmente comprensibili.

GZ: La caratteristica principale del tuo lavoro è quindi l’aspetto tattile. Da dove nasce questa necessità?

Come detto, cerco sempre forme facilmente comprensibili, come Il sole che batte sui petali di un fiore, la superficie dell’acqua, una nuvola. Qualcosa che esiste solo grazie ai nostri occhi.

Per me, che sono cresciuto con una persona non vedente, queste immagini così semplici e scontate non lo sono affatto. E nelle mie ultime opere ho provato raccontare qualcosa di diverso. Qualcosa che non era stato ancora raccontato da nessuno.

Prendiamo ad esempio l’opera “Ortensia con luce da destra ” realizzata quest’anno. Qui ciò che intendo cogliere e far arrivare allo spettatore sono le luci e le ombre. Tactile Shadows, ombre tattili. Un’opera toccata da una luce di colore blu che entra dalla parte destra del lavoro e che colora il quadro di un blu cobalto.

“Fluo”
“Clouds”

GZ: In che senso le opere devono essere accessibili?

Mi hai parlato di prezzi che non sono mai troppo alti per permettere a tutti di potersi avvicinare al tuo lavoro e far sì che questo possa entrare in diverse collezioni e crescere di valore, non solo economico ma anche emozionale. Me ne parli?

Mi viene in mente il mitico Ernesto Treccani, che per immenso amore per il prossimo e per l’arte ha tenuto bassissimi i prezzi del proprio operato finché ha potuto. O un altro esempio, forse ancora più calzante, è quello Mario Schifano e dei lavori venduti in stock, molto spesso a poche centinaia di euro. I lavori d’arte nascono e vengono immessi in un dialogo costante con la società e i pensieri più intimi dei singoli che se li trovano davanti una volta venduti dall’artista. Alcune volte questi lavori, per una ragione o per un’altra acquisiscono forza e vigore nel tempo, prendono strade a sé, oppure nessuna.

Lasciare questa possibilità senza alcun tipo di pretesa mi sembra il modo migliore per iniziarli alla loro “propria” vita. Certo che poi questi lavori non abbiano un coefficiente fisso su cui fare riferimento, perché alcuni rimangono soggetti a più passaggi di compravendita e altri meno, è anche una cosa abbastanza logica e normale, ma non mi interessa.

Finché posso, lascio ogni mio lavoro che faccio in balia del proprio destino, così che si valorizzi in autonomia, senza troppe forzature.

 “I remember a work of art”

GZ: Prossimi progetti espositivi?

Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male.”(E. De Filippo)

Perdonami ma non sono tipo che anticipa nulla!

“Flower”

Greta ci lascia con queste parole:

“Se la vostra casa ve lo permette, il consiglio è di scorrere la meravigliosa galleria di opere di Flavio presente sulla sua pagina Instagram flaviotpetricca e considerare la possibilità di creare un vostro piccolo angolino personale.

Non deve essere necessariamente una stanza intera, potrebbe essere solo una sedia in un angolo della stanza, con alcuni oggetti su un tavolino che vi fanno sorridere e sulla parete un’opera, magari proprio di Flavio.

‘Toccare l’idea delle cose’ un ossimoro che racchiude tutta la sua ricerca, che vi farà sorridere e stare bene.”

“Pongo”

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hello!

sono Francesca, ‘Ingegnera’ alternativa e Interior Designer per scelta e per passione. Un amore innato per le case, per quello che ospitano e per le persone che ci vivono. Un’incontenibile necessità di condividere tutto ciò che so e conosco, di parlare e di progettare per le persone e con le persone. Una designer della porta accanto, per tutti e non per pochi.

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