Un nuovo appuntamento in cui arte e casa si incontrano.
Questa volta incontreremo un giovane artista sardo, Matteo Sanna, classe 1984, che realizza le sue opere con diverse tecniche e sperimenta nei materiali che utilizza la profondità dei significati del nostro tempo: il contemporaneo.
Ad intervistarlo per noi ci sarà Giuseppe Cotroneo, amico architetto e art-consultant di Roma, che mi affianca spesso con il suo modo coinvolgente di raccontare gli artisti, nella scelta delle opere per i miei progetti.
Chi l’ha detto che un’opera d’arte non possa essere alla portata di tutti? Io e Giuseppe l’abbiamo detto spesso e ne abbiamo fatto una vera e propria mission.
Una creazione artistica, un quadro, una scultura o un oggetto di design, possono essere inseriti in un appartamento o in un ufficio, impreziosire lo spazio e non per questo costare una fortuna.

Spazio Thetis, Arsenale Novissimo – 54^ Biennale di Venezia
Puoi trovare una delle collaborazioni con Giuseppe sul blog. Guarda cosa avevamo pensato per la casa di Giacomo.
CASA AD ARTE
I clienti sono sempre piacevolmente sorpresi dall’elevato livello artistico che si può raggiungere entro i limiti dell’accessibilità, come oggi vedremo con Matteo Sanna.
Ma ora entriamo nel vivo con l’intervista a Matteo.
GC: Cosa vuol dire essere un artista oggi?
Rispetto al passato, oggi l’artista è certamente più libero di sperimentare e di promuovere la propria arte attraverso tecnologie e strumenti del nostro tempo. Ma nonostante questa maggiore visibilità, si percepisce profondamente la mancanza delle committenze… soprattutto quella intesa come rapporto intellettuale di crescita reciproca.
GC: Ricerca, sperimentazione, linguaggi. Come nascono le tue opere?
La mia ricerca artistica da sempre si ricollega al mio vissuto, all’esperienza vivente, ad un’esperienza interiore che consente all’individuo di creare.
Come una sorta di diario, di camera delle meraviglie, attraverso le mie opere cerco di rafforzare e collegare la visione della vita umana e della crescita psichica interiore di ciascuno di noi, aprendo le porte ad una riflessione costante che fa da collante all’apprendimento ed alla comprensione della storia dell’essere umano.

La scelta del supporto come materia ha una valenza fortissima, per me la ricerca è improntata all’indagine della memoria emotiva e all’esplorazione dell’inconscio.
Nella mia pittura rievoco la bellezza del gesto pittorico come poetica dell’eterno ritorno,” perché l’accezione autentica della pittura è quella del ripetere, emulare, citare persino se stessi, ritornare sul supporto e sulla materia con gesti ora ossessivi, ora placidi. Il mio bisogno primario è quello di poter utilizzare come media qualunque cosa intorno a me che desta stupore, attrazione, ribrezzo o semplicemente rispetto.

Galerie 95, Biel – Svizzera
GC: Un segno ricorrente nella tua produzione sono i temi legati alle dinamiche relazionali. Come influisce l’arte nella vita di tutti i giorni?
I linguaggi artistici sono i principali stimolatori per i nostri ricettori di emozioni, sensazioni, attraverso i nostri sensi l’arte riesce a parlare al mondo, a fermentare la conoscenza e quindi può aiutarci ad integrarci con il mondo. L’arte mi ha da sempre dato la possibilità di guardare intorno a me in modo trasversale, ritrovandomi spesso ad interessarmi di cose che per altri non destano attenzione.

Collezione Fondazione Bartoli – Felter
GC: Oggi il mercato dell’arte è in continua evoluzione, soprattutto per le fasce medie. Quanto è importante aprirsi ai giovani collezionisti che cercano delle opere un po’ più accessibili?
I giovani collezionisti devono instaurare un rapporto personale ed intellettuale con gli artisti, il prezzo delle opere d’arte per un artista è uno strumento e non il fine. Il maggior valore vien sempre dallo scambio di conoscenze tra chi fruisce dell’opera e chi la realizza.
Ricollegandomi proprio a questo ultimo concetto, mi intrufolo in questa fantastica intervista per raccontarti di come Matteo, Giuseppe ed io abbiamo collaborato, ricercato e contestualizzato un’opera dell’artista all’interno di un mio progetto d’interni seguito per i clienti Maria Grazia e Valerio.
Sognavano una zona giorno luminosa, spaziosa ed accogliente. Sono due persone che adorano stare in compagnia, organizzare cene con amici e tavolate di parenti. Amano la le cose semplici, a lei piace cucinare e odia il disordine, lui tifosissimo del Toro. Hanno due bimbe e sono due persone attive, ma è rito trascorrere le loro serate tutti insieme sul divano a guardare la TV.

Per loro e per la loro luminosa e colorata zona giorno, è stata scelta l’opera di Matteo Sanna:
Neon “Nothing Lasts”.
A Matteo piace immaginare che questa famiglia cosi dinamica, positiva e amante della vita possa godere a pieno di questo suo lavoro. “Come memento mori, come stimolo a non mollare mai agendo nell’immediato senza rimandare. Il tempo condiviso in famiglia dovrebbe essere magico, pieno di emozioni e illuminante, basi fondamentali per tramandare la nostra esperienza di vita a chi amiamo”.
Ma ora continuiamo con l’intervista.
GC: Ci anticiperesti un piccolo spoiler sui tuoi prossimi progetti?
In questo periodo sto lavorando alla realizzazione della nuova produzione per la mia prossima mostra personale. Mi piacerebbe potervi comunicare le date e gli eventi esatti, ma purtroppo in questo tempo incerto troppo spesso i progetti subiscono variazioni e spostamenti a data da destinarsi. Appena le date saranno confermate sarò felice di condividere con voi i nuovi appuntamenti con la mia arte!

NM> Contemporary – Principato di Monaco
In attesa di scoprire le novità di Matteo, affidiamo a Giuseppe la conclusione di questa intervista super interessante, magari con qualche consiglio sul collezionismo “accessibile”:
“Da questa piccola selezione di immagini che Matteo Sanna ci ha gentilmente concesso, credo che emerga chiaramente quanto le sue opere non abbiano bisogno di spiegazioni articolate, proprio perché arrivano dritte al punto e sono in grado di comunicare messaggi davvero intensi.
Ognuno di noi farà fatica a trovare la sua preferita perché tutte, in un modo o nell’altro, riescono a fare breccia nelle corde dei nostri sentimenti.
In fondo, la magia del collezionismo è proprio questa: regalarsi quella parte di noi stessi che qualcun altro ha realizzato senza saperlo.
Chiudo precisando che il collezionismo accessibile è mosso da curiosità e passione per l’arte proprio perché, come abbiamo visto in questa occasione, ci sono giovani artisti di altissimo profilo che non sono soggetti alle dinamiche commerciali dei grandi nomi… supportiamo i nostri artisti, sempre!”
Io concludo invece ringraziando Giuseppe e Matteo. Se volete andare a sbirciare cosa fanno vi lascio qui sotto tutti i riferimenti:
Profilo Instagram di Matteo: matteosanna84_
Profilo Instagram di Giuseppe: giuseppecot




