“Creando bellezza in modo sostenibile, vogliamo incoraggiare le persone a prendersi cura di sé, del mondo in cui vivono e delle cose che amano”.
Oggi ti parlo di architettura sostenibile.
Sono andata alla scoperta del Davines Village a Parma, un vero luogo d’avanguardia sia a livello di filosofia aziendale che a livello architettonico e progettuale. Un importante esempio di architettura sostenibile e di azienda italiana moderna e innovativa.
Il Gruppo Davines si occupa di prodotti per la cura del corpo. Il suo obiettivo? Essere “creatori di buona vita per tutti” attraverso tre punti chiave: etica, bellezza e sostenibilità, a cui si aggiunge una buona dose di senso di responsabilità.

Ph. Max Zambelli

La nuova sede, il Davines Village, si configura come un progetto eticamente responsabile, un’architettura attenta alle persone e all’ambiente e che cerca di rendere casa l’ambiente di lavoro. Un luogo aperto alla comunità e un modello di riferimento.

Ph. Max Zambelli
PROGETTO ARCHITETTONICO
A firmare il progetto è lo studio di Matteo Thun e Luca Colombo.
Insieme hanno immaginato un piccolo villaggio, con case a due piani, immerso nel verde. Una comunità di abitazioni con tetto a doppio spiovente, progettate con materiali ecosostenibili, che richiamano i tradizionali villaggi rurali italiani.
Su una superficie di 77000 mq, il 20% è dedicato a spazi di lavoro, mentre il restante è area verde, progettata dallo studio di architettura paesaggistica Del Buono Gazerwitz.

Progetto Matteo Thun

Il punto di partenza del progetto architettonico è stato il benessere dei dipendenti. Come realizzarlo? Pensando e concependo gli spazi, interni ed esterni, in modo da favorire un sentimento di ‘Home feeling’, di incontro e condivisione e di ‘Smart Working’.
Facile a dirsi, ma per realizzarlo servono uno studio approfondito, un team di progettisti sensibili e attenti e tanto lavoro.


80% DEDICATO AL VERDE
Il verde dialoga costantemente con l’architettura, ci sono un orto scientifico, un grande giardino, due corti interne e il Kilometro Verde che scherma l’azienda dall’autostrada.
Quest’ultimo rappresenta l’inizio di un progetto più grande che mira a creare una fascia boschiva lungo tutto il tratto autostradale per proteggere Parma dall’inquinamento dei veicoli in transito.
11 chilometri di alberi in grado di compensare le emissioni di CO2, i primi 300 m realizzati da Davines che ha invitato le altre aziende, affacciate sul tratto autostradale, a far parte di questo progetto, nel nome della bellezza sostenibile.
Ovunque mi sia seduta, vi era uno scorcio di verde davanti a me, dagli uffici al ristorante. Tutte le postazioni di lavoro consentono una visione della vegetazione circostante. Per garantire ciò è stata progettata la massima trasparenza architettonica, utilizzando il minor numero possibile di elementi in muratura.
I materiali scelti non potevano che essere quelli di origine naturale come legno, vetro e metallo. Ridotto al minimo l’uso del cemento, anch’esso innovativo e sostenibile poichè imita il processo della fotosintesi, trattiene le polveri sottili ed è in grado di scomporle, annullandone l’impatto negativo (cemento TX).
Nel cuore del village la grande serra diventa luogo di incontro, coworking, pranzo o semplicemente relax.


In costruzione l’orto scientifico, sarà un vero e proprio laboratorio open air con piante officinali, aromatiche, piante da frutto e ortaggi coltivati per il Laboratorio di Ricerca e Sviluppo, ma anche per il ristorante.

SOSTENIBILITA’ ENERGETICA
Nel progetto del Davines Village massima attenzione è stata data alla sostenibilità energetica e all’abbattimento degli sprechi. Anche per questo esso rappresenta un chiaro esempio di architettura sostenibile.
Il fabbisogno energetico dell’azienda è quasi integralmente soddisfatto da fonti rinnovabili.
Impianti fotovoltaici, un impianto solare termico, un impianto aeraulico per il trattamento dell’aria, un sistema geotermico che sfrutta la falda acquifera sotterranea, sistemi di comunicazione e controllo per monitorare i consumi di ogni ambiente.
Gli uffici sono progettati con materiali innovativi che limitano l’inquinamento sonoro e dove l’illuminazione artificiale è ridotta la minimo.
Infine i rifiuti organici del ristorante vengono sfruttati per la cura del giardino grazie a un impianto di disidratazione.
DESIGN DEGLI INTERNI
Il progetto d’interni è stato curato da Monica Signani e gli arredi sono stati realizzati da Molteni&C|Dada
L’ispirazione in questo caso è sempre quella dell’ambiente di casa, accogliente e molto diverso dal tipico arredo aziendale che si è soliti trovare in questi luoghi di lavoro.
Gli spazi sono molto vicini al concetto di abitare e di ambiente domestico, con un’attenzione ai valori di partecipazione e condivisione.
Ambienti semplici e lineari, accoglienti e famigliari.


I materiali sono il legno nell’essenza rovere chiaro, il bianco dominante in tutti gli ambienti e il metallo nero delle aperture. Non mancano alcuni accenni di bronzo negli arredi.
Nelle aree di lavoro di coworking e riunione gli arredi hanno finiture artigianali. Top in linoleum, a ricordare le vecchie scrivanie anni ’50 e base in bronzo galvanico, bordature in ottone, legno naturale e piano in vetro retro verniciato.

Archiproducts Davines Village
Fanno la loro apparizione anche il cassettone e la libreria disegnati da Gio Ponti e rieditati da Molteni&C, complementi iconici nella storia del design italiano.

Cassettone D.655.1

Libreria D.357.1
Ampio e aperto lo spazio di accoglienza, la reception. Il bancone appare sospeso, è un grande volume centrale massiccio, dalle linee pulite e lineari. Rivestito di marmo bianco con scanalature verticali asimmetriche e bordature in ottone acidato.


La serra centrale ospita il ristorante aziendale e un bar costituito da un bancone centrale come nei vecchi bistrot. Il rivestimento del bancone è in marmo grigio sabbiato, mentre il top è in pietra lavica con effetto crepatura.



Uno stile retrò per questo ambiente, in tonalità delicate tono su tono. Uno spazio informale e fresco, ma elegante e attento ai dettagli. Anche nella serra il verde non manca, grandi piante in vasi di terracotta e orchidee ai vari angoli.

Archiproducts Davines Village

L’illuminazione nei vari ambienti è per lo più naturale, anche se l’attenzione ai corpi illuminanti non manca. Luci di design, in stile insustrial elegante, cromature nere e struttura a più braccia.
Sono stata spesso attratta dalle scale che conducono ai vari ambienti, in legno con scalino retroilluminato, corrimano minimal in metallo nero e corpi illuminanti di importante impatto visivo ed estetico.




Tutto può ispirarci nelle scelte per la nostra casa, anche queste grandi realtà possono essere uno spunto interessante e utile in progetti di portata più famigliare.
Ecco perché, secondo me, bisogna sempre studiare i grandi progetti, le grandi architetture, per farne tesoro e portarci a casa qualche ispirazione.
Ecco perché oggi ti parlo del Davines Village e perché parlerò di tanti altri grandi progetti.
Per ispirarti e farti amare l’architettura come la amo io.




